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Ci troviamo di fronte a tante sfide che vengono da cambiamenti strutturali del mondo in cui viviamo e non dalle politiche economiche seguite.   Questo breve testo da un'idea del problema.

Risposte

  • Trovo molto utile questa informazione di Milena Gabanelli sui rimpatri.   

    https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/migranti-irregola...

    Migranti irregolari: quanti ne ha rimpatriati Salvini in 8 mesi di governo? | Milena Gabanelli
    Ai Paesi africani non conviene fare accordi perché le rimesse degli immigrati verso i paesi d’origine sono più vantaggiose
  • Un pezzo de La Voce che mostra come il problema dell'immigrazione irregolare in Italia sia più difficile da gestire e controllare a causa della vaste zone di illegalità che esistono nel nostro paese.

    https://www.lavoce.info/archives/57463/gli-immigrati-irregolari-cal...

    Gli immigrati irregolari? Calano se si riduce il sommerso
    La riduzione del carico fiscale e la lotta all’evasione possono contribuire a diminuire l’attrattività del settore informale e, di conseguenza, l’aff…
  • E' un mistero come la parte del decreto sicurezza che mette fine all'accoglienza di chi ha una protezione "umanitaria" possa contribuire a creare più sicurezza nel nostro paese.

    https://www.ilpost.it/2019/01/22/chiusura-cara-castelnuovo-porto/?f...

    Il governo ha chiuso un grosso centro per migranti, e non si capisce perché
    Si trova a Castelnuovo di Porto, vicino a Roma, e sembra che funzionasse bene: circa 150 persone finiranno per strada
  • Giovanni,

    io faccio una distinzione - non facile da giustificare - tra

    a) una soluzione che trovo brutta, ma accettabile:  il chiedere alla Liia di bloccare le partenze (pur sapendo cosa questo significa) e

    b) quello che considero inaccettabile: lasciare affogare chi è in mare o tenerli per tre settimane sul ponte di una nave in mare aperto.

  • Fabio

    Certamente  possiamo discutere dei mezzi, comunque non umanitari ne democratici, per fermare il flusso.   Ma quello che rilevavo a proposito dell Inckiesta è il non detto che spesso è piu importante del detto: la conclusione non detta  era che comunque  dobbiamo prendere tutti i profughi che si trovano in mare che ha significato ricevere   600 mila migranti che non siamo in grado di assorbire    

    Il fatto che dal 2017 sono calati i flussi verso l’ Italia divenendo minori di quelli di altri paesi europei  significa che i respingimenti comunque fatti, in mare  o nei deserti o negli  orribili campi libici hanno funzionato. 

    Fabio Colasanti 21 Gennaio 2019, alle 0:28

    Giovanni,

    non ci sono soluzioni belle.   Secondo me, la strada da seguire è quella segnata da Marco Minniti: dare attrezzature e formazione alla guardia costiera libica perché blocchi le partenze il più possibile e dare soldi alle tribu perché smettano di incoraggiare il traffico di profughi attraverso la Libia.   Questo comunque implica il chiudere gli occhi sugli orrori che succedono nelle prigioni libiche.

    Al tempo stesso bisogna aiutare ancora di più (l'UE lo sta già facendo) i paesi subsahariani per scoraggiare le partenze verso la LIbia.

    E' un fatto che avere navi appena fuori dalle acque territoriali libiche è un fatto che oggettivamente incoraggia i trafficanti a buttare in mare i gommoni.   Ma non possiamo lasciare affogare la gente.   Dobbiamo ripescare tutti quelli che rischiano di affogare.   I numeri nel 2018 sono stati bassissimi, ridicoli per un paese come i nostro.   Gli "sbarchi" sono stati di 23 370 persone in tutto l'anno.   Ma la maggior parte è stata su barche e navigli che sono arrivati fino sulle nostre coste/porti.   Salvare qualche migliaio di persone che saranno riuscite nonostante tutto a salire su di un gommone è una cosa che possiamo fare.   Nel 2018, tra i cinque paesi del Mediterraneo dove arrivano i profughi (Spagna, Italia, Grecia, Cipro e Malta) noi siamo stati di gran lunga il paese che ne ha ricevuti di meno (in proporzione alla popolazione).   Malta ne ha ricevuti sei volte quanti ne abbiamo ricevuti noi.   Tra gli altri paesi europei, a fino novembre la Germania deve aver superato le 150mila nuove domande di asilo del 2018 e la Francia deve essere attorno a 90mila.

  • Angelo

    Non ci si mette davanti a un tavolo perche in realta nessun paese europeo (anzi di tutto l'occidente) vuole piu immigrati, chiacchiere a parte

    Il motivo è semplice:   bisogna assicurare a ogni immigrato un lavoro in un mondo gia in difficoltà per la sottoccupazione (non dico disoccupazione) cioe dalla polarizzazione dei redditi.   In un paese percorso da orde di gilet gialli in rivolta per i bassi redditi non si possono accettare masse di persone disposte a lavorare per qualunque salario.

    Nel passato  recente  masse ingenti di persone si sono spostate verso i paesi piu industrializzati dove c'era lavoro : dall Europa verso gli USA, fra gli stati europei,. (quanti cognomi italiani in Germania o Francia), fra le regioni italiane (dal sud al nord ) fra le campagne e le citta.  In Italia abbiamo in pochi anni assorbito 6 milioni di immigrati dall est e dal sud.  Ora non è piu possibile : una eventuale carenza di lavoratori  puo essere colmata con movimenti interni o, al limite, tra paesi della UE   

    Si consideri pure la esplosione demografica dell'africa

    In  50 anni la popolazione  dell africa è quadruplicata  Ogni anno la popolazione africana cresce di 30 milioni.   Se per assurdo l'Europa accettasse  10 milioni all’anno di migranti aumenterebbe comunque di  20 milioni

    Pensa che l’Egitto che combatte Israele aveva 20 milioni di abitanti mentre ora ne ha 80 milioni, una cifra enorme.  Se vai al Cairo ti trovi immerso in una sconfinata distesa di casupole e baracche sotto una soffocante nube di smog; una cosa impressionante   Nella africa sub sahariana piccoli nuclei di eserciti europei avanzavano senza  incontrare resistenza dalle piccole  tribu sparse su sconfinati territori: la vera difficolta era attraversarli.    Ora la Nigeria ha 155 milioni di abitante. l Etiopia ha superato i 100 milioni ! Ogni rapporto con il territorio è saltato 

    Fabbri Angelo 21 Gennaio 2019, alle 13:01

    Grazie per il puntuale contributo, che condivido.
    A me, tuttavia, piacerebbe aprire un "dibattito" sulle soluzioni possibili.
    Se gli USA, alla fine dell'800, sono stati in grado di trasformare in opportunità quello che oggi è un problema per noi, perché in Europa non ci si mette attorno ad un tavolo e si inizia a gestire il fenomeno attivamente e non a subirlo passivamente?

  • Questo è l'ottimo smascheramento della bufala sul franco CFA da parte di Luigi Marattin.

    https://www.facebook.com/partitodemocratico/videos/352404465579031/...

    La bufala del Franco CFA: il debunking di Luigi Marattin

    Ecco la nuova bufala, quella del Franco CFA, dimostrazione - secondo Di Battista - del neocolonialismo francese e all'orgine di tutti i mali dell'Africa. Ci date una mano a condividere il debunking di Luigi Marattin? Sappiamo che il video è lungo ma davvero se continuiamo a prediligere la semplicità della fake-news alla complessità della verità, questo Paese rischia grosso.

    Posted by Partito Democratico on Monday, January 21, 2019
  • Grazie per il puntuale contributo, che condivido.
    A me, tuttavia, piacerebbe aprire un "dibattito" sulle soluzioni possibili.
    Se gli USA, alla fine dell'800, sono stati in grado di trasformare in opportunità quello che oggi è un problema per noi, perché in Europa non ci si mette attorno ad un tavolo e si inizia a gestire il fenomeno attivamente e non a subirlo passivamente?

  • Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio non sanno di cosa parlano, ma sembrano credere veramente alle fesserie che raccontano.   Da un paio di giorni si sono lanciati contro la Francia riesumando una vecchia bufala sullo sfruttamento dei paesi africani da parte della Francia con il franco CFA.   La bufala è stata smontata varie volte dai siti specializzati (per esempio Butac - https://www.butac.it/la-tassa-coloniale-dei-paesi-africani-alla-fra... - e Les Décodeurs, il sito di fact-checking di Le Monde).  

    Basta andare a consultare la voce "franco CFA" su Wikipedia per vedere di cosa si tratta: un accordo grazie al quale un certo numero di paesi africani hanno legato le loro monete al franco francese prima e all'euro adesso.   E lo hanno fatto perché la Francia si impegna a garantire la convertibilità esterna del franco CFA.   Nella lunga storia di questo accordo alcuni paesi ne sono usciti e altri hanno deciso di aderirvi.  Non c'è nessun obbligo ad utilizzare il franco CFA; chi aderisce oggi a questo accordo lo fa perché ha deciso che la cosa gli conviene.

    Ma dove i due annaspano ancora più visibilmente è quando attribuiscono allo sfruttamento delle ex-colonie francesi attraverso questo accordo i flussi migratori verso l'Italia.   Prima di tutto, è dimostrato che per paesi con il livello di reddito dei paesi dell'Africa subsahariana i flussi migratori hanno un legame non automatico con la crescita economica.   Una maggior crescita di questi paesi non ridurrà la pressione migratoria prima di vari decenni.   Ma per di più negli ultimi venti anni (1999-2018), il tasso di crescita dell'Africa subsahariana è stato del 4.8 per cento.   Un tasso di crescita non trascurabile.

    Ma dove il tutto casca definitivamente è quando si va a vedere da dove vengono i profughi che arrivano in Italia.   I dati del Ministero degli interni ci dicono che dei 23 370 "sbarchi" registrati nel 2018, 2750 erano di persone provenienti da paesi che usano il franco CFA (Costa d'Avorio, Mali e Guinea), quindi – ammesso e non concesso che l'uso del franco CFA sia svantaggioso per alcuni paesi –  questo argomento costituirebbe uno dei tanti fattori (altri ben più importanti sono, per esempio, la guerra in Mali e la situazione politica in tutti e tre i paesi) e che spiegano l'arrivo in Italia di solo l'11.7 per cento di chi è arrivato nel 2018 !  

    La tassa coloniale dei Paesi africani alla Francia
      In pochissime ore siete stati in tanti ad avermi chiesto delucidazioni riguardo una fantomatica tassa coloniale che 14 Paesi africani pagherebbero…
  • Giovanni,

    non ci sono soluzioni belle.   Secondo me, la strada da seguire è quella segnata da Marco Minniti: dare attrezzature e formazione alla guardia costiera libica perché blocchi le partenze il più possibile e dare soldi alle tribu perché smettano di incoraggiare il traffico di profughi attraverso la Libia.   Questo comunque implica il chiudere gli occhi sugli orrori che succedono nelle prigioni libiche.

    Al tempo stesso bisogna aiutare ancora di più (l'UE lo sta già facendo) i paesi subsahariani per scoraggiare le partenze verso la LIbia.

    E' un fatto che avere navi appena fuori dalle acque territoriali libiche è un fatto che oggettivamente incoraggia i trafficanti a buttare in mare i gommoni.   Ma non possiamo lasciare affogare la gente.   Dobbiamo ripescare tutti quelli che rischiano di affogare.   I numeri nel 2018 sono stati bassissimi, ridicoli per un paese come i nostro.   Gli "sbarchi" sono stati di 23 370 persone in tutto l'anno.   Ma la maggior parte è stata su barche e navigli che sono arrivati fino sulle nostre coste/porti.   Salvare qualche migliaio di persone che saranno riuscite nonostante tutto a salire su di un gommone è una cosa che possiamo fare.   Nel 2018, tra i cinque paesi del Mediterraneo dove arrivano i profughi (Spagna, Italia, Grecia, Cipro e Malta) noi siamo stati di gran lunga il paese che ne ha ricevuti di meno (in proporzione alla popolazione).   Malta ne ha ricevuti sei volte quanti ne abbiamo ricevuti noi.   Tra gli altri paesi europei, a fino novembre la Germania deve aver superato le 150mila nuove domande di asilo del 2018 e la Francia deve essere attorno a 90mila..

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Discussioni precedenti

 

Immigrazione

 Immigrazione 2017
Immigrazione 2015 - 2016

Bufale e baggianate

Alcuni sostengono che lo sfruttamento di alcuni paesi africani attraverso l'uso del franco CFA sarebbe all'origine di gran parte dei movimenti migratori verso l'Italia.   Questa nota spiega che non è così, che si tratta di una bufala.

Le mie opinioni

Questi sono dei commenti rapidi che ho pubblicato su Uomini e Business legati alle discussioni in corso sull'immigrazione e l'arrivo di migranti illegali e profughi.

26 giugno 2018 - La bomba dei migranti 

30 giugno 2018 - Vedremo mai dei campi sorvegliati?

3 luglio 2018 - Dublino non cambierà

25 luglio 2018 - UE, problemi e limiti sui migranti

2 settembre 2018 - Dove vanno gli immigrati?         

21 settembre 2018 - Migranti. L'Italia lasciata sola?        

23 novembre 2018 - Sbandamenti esteri   

5 gennaio 2019 - Tutte le bugie sugli immigrati