Lotta al Covid

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Risposte

  • https://www.instagram.com/tv/CMPiig7JuLk/?igshid=10342qo3b679h

    Ho trovato molto chiara ed interessante questa spiegazione dell'economia dei vaccini postata nel sito Instagram del Financial Times, di cui vi invio il link.

  • Delle cifre rese note recentemente indicano che L'Unione europea avrebbe esportato circa 25 milioni di dosi vaccino fino al 3 marzo scorso.    Al tempo stesso, nell'Unione europea sarebbero state consegnate alle autorità dei 27 paesi membri circa 51 milioni di dosi di vaccino, in parte provenienti dagli Stati Uniti. 

    Questo andamento mi sembra del tutto logico e naturale.   Oggi, lasciando da parte i vaccini russo e cinesi, abbiamo sul mercato quattro vaccini: Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e J.&J.   Questi quattro vaccini sono prodotti in cinque paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Olanda e Belgio.   Il cosiddetto "infialamento" viene fatto anche in altri paesi. 

    Al tempo stesso i vaccini servono a tutto il mondo.   La vaccinazione di tutta la popolazione mondiale è nell'interesse di tutti dal punto di vista epidemiologico ed è una questione di semplice decenza nelle relazioni internazionali. 

    Partire dall'idea che i produttori di vaccini dovrebbero prima vaccinare le proprie popolazioni prima di cominciare ad esportare vaccini è un assurdo.   Le popolazioni a rischio di Canada, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Brasile, Sud Africa, Turchia e tanti altri paesi dovrebbero aspettare la fine del 2021 o l'inizio 2022 per vaccinarsi ?    Chi risponde affermativamente a questa domanda ritorna a tempi della storia dell'umanità che speravamo di aver dimenticato. 

    Purtroppo gli Stati Uniti con Donald Trump – ripeto con Donald Trump – hanno deciso di limitare le esportazioni di vaccini.   Il blocco non è totale perché in Europa abbiamo ricevuto delle dosi del vaccino Moderna che sono venute dagli Stati Uniti e dovremmo ricevere anche dosi del vaccino J & J che è prodotto in Olanda, ma infialato negli Stati Uniti. 

    Il blocco, preso con un "ordine esecutivo" presidenziale non è stato ancora soppresso da Joe Biden.   L'Unione europea sta facendo dei passi diplomatici forti sull'amministrazione americana perché questo venga fatto il più presto possibile. 

    Per il Regno Unito, contrariamente a quanto affermato da Charles Michel, non ci sono prove dell'esistenza di blocchi delle esportazioni.   

    Per l'Unione europea esiste la misura presa dalla Commissione europea il 31 gennaio come reazione all'annuncio della AstraZeneca dell'impossibilità di effettuare le consegne previste per l'UE.   La Commissione aveva poi spiegato che la misura non aveva lo scopo di bloccare le esportazioni, ma solo di permettere di conoscere i flussi commerciali di vaccini.   Con la decisione del governo Draghi, questa misura è diventata un blocco: simbolico (solo 250mila dosi), ma pur sempre un blocco. 

    Il nazionalismo vaccinale è sempre una forma di nazionalismo ed è indifendibile. 

    In ogni caso, il piano di vaccinazione dell'Unione europea è molto più avanzato di quelli di Canada, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Brasile, Sud Africa, Russia e Cina.   Siamo solo dietro a quattro paesi – Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Israele – che hanno agito con mezzi (e con spese) che noi abbiamo ritenuto non necessari.

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  • 8656917689?profile=RESIZE_930x

  • Care tutte e cari tutti,

    segnalo un articolo molto pertinente del Washington Post di oggi relativamente al tema della proprietà intellettuale nella dicussione della crisi dovuta al Covid. Fa parte della tematica maggiore riguardo all'approntamento di capacità produttive sufficienti in caso di crisi. La probabilità di avere in futuro riedizioni della pandemia attuale mi sembra elevata.

    https://www.washingtonpost.com/opinions/2021/03/10/dont-let-intelle...

    • PIerantonio,

      mille grazie per questo articolo.    Solleva un problema che richiede un'azione rapida.   

      Ma non so quanto la cosa sia facile.   La strada del waiver citato nell'articolo potrebbe applicarsi ai brevetti già depositati, ma rischia di scoraggiare la ricerca di altri vaccini contro le variazioni del virus che inevitabilmente ci saranno.   Ci sono oltre cento progetti di vaccini anti-Covid in via di sviluppo.   Molti potrebbero fermarsi.

      Discutiamo di questo problema da decenni, ma non abbiamo finora potuto raggiungere conclusioni chiare.  Ho l'impressione che le posizioni siano determinate da umori (e Big Farma non fa molto per rendersi simpatica) e da apriori sul ruolo dello stato e delle imprese.

      La strada scelta finora dai paesi industrializzati è quella del Curavax: un forte aiuto finanziario accompagnato da incentivi per la produzione su licenza.   Il waiver solleva problemi di principio sui diritti di proprietà intellettuale che, di per se, non sono una cosa sbagliata.

  • Proprio ora è stato annunnciato che la Danimarca "ha sospeso la vaccinazione con Astra Zeneca", perchè "possibile formazione di grumi sanguigni in pazienti già vaccinati". Vi do' l'informazione cosi' come la ricevo e vi assicuro che non è terrorismo mediatico.

  • La Repubblica ha un articolo, forse non accessibile ai non abbonati, dove parla degli sforzi di propaganda russi con il vaccino Sputnik V.
     
    Visto che non hanno in Russia una capacità produttiva sufficiente offrirebbero ad aziende italiane che volessero cominciare a produrlo incentivi molto superiori a quelli offerti dal governo italiano !
     
    La produzione però, secondo fonti industriali italiane, non potrebbe cominciare prima della fine del 2021.
     
    L'articolo scrive anche che le cifre pubblicate dal governo russo sulle vaccinazioni già effettuate nel paese sarebbero gonfiate, non corrispondenti ai dati forniti dalle regioni e non riconosciute dalla comunità scientifica.
     
     
    Sputnik e rubli, l’avanzata russa: “Offrono quattro volte di più”
     
    REP.REPUBBLICA.IT
     
  • Questo è un grafico imbarazzante.

    8652809897?profile=RESIZE_930x

  • Il direttore della Repubblica, Maurizio Molinari, ha fatto oggi un'affermazione un po' leggera che mi stupisce.   I contratti firmati dall'Unione europea avrebbero il problema di non contenere clausole precise e legalmente vincolabili per le scadenze delle consegne e l'Unione europea avrebbe puntato su troppi vaccini.

    Vaccini, Molinari: "La debolezza dell'Europa è nella natura ... 

    Ho inviato al direttore la lettera seguente.

    ***************************************

    Prima di tutto mi permetto di ricordarle che i contratti-quadro con le case farmaceutiche sono stati negoziati da tre/quattro funzionari della Commissione europea e da sette rappresentanti nazionali (per l’Italia, il dottor Ruocco).   Questo gruppo di negoziatori ha fatto regolarmente rapporto (ogni venerdì alle 12.00) ad un gruppo dei rappresentanti dei 27 paesi membri).

    Lei pensa che nessuna di queste persone abbia mai sollevato la desiderabilità di clausole più precise e con carattere obbligatorio per le consegne ?   Più di trenta persone hanno discusso ogni riga dei contratti (ognuna di loro assistita dai propri esperti) e nessuno avrebbe avuto l’idea di introdurre queste clausole ?

    La realtà è che l’estate scorsa, quando i contratti sono stati negoziati e firmati,  si stava discutendo di vaccini che erano ancora solo delle speranze, di medicinali che nessuno aveva ancora mai prodotto in quella forma specifica e, soprattutto, non su una scala talmente massiccia da superare ampiamente quello che si fa per tutte le altre medicine. 

    Per di più, i contratti UE – e questo è un problema legato al fatto che l’UE non è uno stato nazionale – sono stati firmati dopo i contratti americani e britannici.   Questi contratti avevano di fatto definito il formato dei contratti possibili.   Lei ha informazioni sulla presenza di clausole del tipo che lei auspica nei contratti sottoscritti da USA e UK ? 

    I contratti firmati dall’Unione europea possono avere delle pecche, ma non questa.  
    Ma il problema fondamentale non era quello di avere clausole rigide che prevedessero delle penalità.   Quello che bisognava fare era assicurarsi che i ritardi non ci fossero attraverso delle forme di collaborazione e discussione con le imprese.   

    Quello che il governo italiano e l’Unione europea stanno facendo oggi è giustissimo.   Bisogna incoraggiare e aiutare le imprese ad aumentare le loro capacità di produzione dei vaccini e del loro infialamento.   Ma questo andava fatto a settembre scorso, subito dopo la firma dei contratti.   In un articolo che ho pubblicato la settimana scorsa ho spiegato come gli americani abbiano cominciato a fare proprio questo già a fine febbraio 2020.   Per i vaccini Moderna e Pfizer-BioNTech non sembra che ci siano problemi.   Ma questi vaccini, semplificando molto, sono prodotti in una maniera simile alla sintesi chimica tradizionale.   I vaccini “tradizionali” , quelli che si basano sull’inoculazione di una forma attenuata del virus, dipendono per la loro produzione da processi naturali di sviluppo che non possono essere influenzati in maniera semplice.

    L’Unione europea ha fissato dei margini : che ogni paese pre-ordinasse un totale di dosi del contratto quadro proporzionale alla sua popolazione e più che doppio di questa stessa.   Un obiettivo raggiunto non sufficientemente riconosciuto.   All’interno di questi margini, il nostro paese ha preferito puntare su vaccini “tradizionali” (i più grossi quantitativi pre-ordinati sono andati alla J&J, AstraZeneca e Sanofi).   Se l’Unione europea si fosse orientata su unicamente due o tre vaccini come lei ha detto, il nostro paese si sarebbe battuto per puntare su questi tre vaccini !   

    No, la realtà è che nell’incertezza che esisteva, l’Unione europea ha fatto benissimo a puntare su vari vaccini.   Come ho spiegato in altra sede, l’operazione Warp Speed americana ha inizialmente puntato su dieci vaccini, ma poi nel corso dello sviluppo hanno concentrato le risorse su quelli più promettenti.   Ma l’operazione Warp Speed americana ha operato con margini di discrezionalità che nessun paese europeo tollererebbe per i propri interventi nell’economia. 

    I media hanno una grossa responsabilità per le convinzioni che creano nell’opinione pubblica.

     

    Vaccini, Molinari: 'La debolezza dell'Europa è nella natura dei contratti'
    Sono stati dati dei margini eccessivi di tollerabilità
  • 09.03.2021, 02:48

     

    Les créateurs de Spoutnik V demandent des excuses à l’EMA après comparaison avec la « roulette russe 

    Les responsables du vaccin Spoutnik V ont demandé des excuses à la présidente de l’Agence européenne des médicaments (EMA), Krista Virtuer-Hoha, pour sa position sur l’approbation directe du médicament par certains pays de l’UE avant la décision du régulateur. Elle l’a déjà comparé à la « roulette russe ».

    « Nous exigeons des excuses publiques de Krista Virtumer-Hohae de l’EMA pour ses commentaires négatifs sur les États membres approuvant directement Spoutnik V. Ses commentaires soulèvent de sérieuses questions sur une éventuelle ingérence politique dans le processus d’examen », a déclaré le compte Twitter officiel deSpoutnik V dans un communiqué. Il est à noter que l’EMA n’a jamais autorisé de telles déclarations au sujet d’un autre vaccin. Les créateurs du vaccin croient que de tels commentaires sapent la crédibilité de l’agence et le processus d’examen.

    Krista Virtumer-Hohae est également représentante de l’Agence autrichienne de la santé. Dans une interview accordée à l’ORF, elle a été interrogée sur les perspectives de l’Autriche d’approuver le vaccin russe avant la décision du régulateur paneuropécain. « C’est un peu comparable à la roulette russe », a-t-elle déclaré (citée par France24). Le président de l’EMA a recommandé que l’utilisation de vaccins d’urgence ne soit pas accordée dans les pays, apparemment en raison du manque de données. 

     

    Le 4 mars, l’EMA a annoncé le début de l’examen de Spoutnik V. L’organisme de réglementation testera l’efficacité et l’innocuité du vaccin. Cependant, deux États européens ont déjà approuvé l’utilisation du médicament - la Hongrie et la Slovaquie. Spoutnik V est enregistré dans plus de 40 pays.

    A propos de la vérification de l’EMA - dans le matériel « Y » « le vaccin ...

    https://twitter.com/sputnikvaccine/status/1369042868216692745
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Materiali sui vaccini

Previsisioni di disponibilità dei vaccini (Ministero della Salute).

 

 

  

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